L’autorità per le comunicazioni in Turchia avrà il potere di bloccare i social media, come Facebook, X, WhatsApp e YouTube, per motivi di sicurezza nazionale.
Turchia: l’autorità per le comunicazioni avrà il potere di bloccare i social media
Secondo quanto riferito, una nuova bozza di regolamento conferirebbe alla massima autorità turca in materia di telecomunicazioni il potere di bloccare l’accesso alle piattaforme di social media come Facebook, X, WhatsApp e YouTube sulla base di preoccupazioni per la sicurezza nazionale. La norma proposta, redatta dall’Autorità per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (BTK), amplierebbe il controllo governativo sulle aziende globali di social media che operano in Turchia.
Secondo quanto si legge nella bozza, il nuovo regolamento impone alle piattaforme di social media con più di 1 milione di utenti in Turchia non solo di nominare un rappresentante locale, come già richiesto, ma anche di costituire una società per azioni o a responsabilità limitata nel Paese. Le nuove società saranno soggette al rilascio di licenze da parte di BTK e dovranno rispettare una serie di normative amministrative, finanziarie e tecniche. Oltre alle licenze, le aziende sarebbero soggette a una più ampia supervisione statale che comprende la tutela dei consumatori, la concorrenza, la sicurezza dei dati, l’interoperabilità e la segnalazione degli incidenti a BTK. In base alle modifiche proposte, BTK sarebbe autorizzata a bloccare l’accesso a qualsiasi piattaforma di comunicazione basata su Internet, indipendentemente dal fatto che abbia o meno una licenza ufficiale, adducendo motivi quali la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico o la salute pubblica.
Se approvato, il regolamento entrerà in vigore il 1° gennaio 2026. Le piattaforme che non riusciranno a ottenere la dovuta autorizzazione entro sei mesi dalla scadenza saranno soggette a severe sanzioni, tra cui una riduzione della larghezza di banda fino al 95% e l’eventuale sospensione del servizio in Turchia. La sanzione amministrativa massima per il mancato rispetto del regolamento ammonterebbe a 30 milioni di lire turche.
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