giovedì, Aprile 17, 2025

Impariamo a comunicare in Rete: basta con la hate communication

Il Manifesto della comunicazione non ostile è stato composto a partire dalle oltre 250 proposte della Rete giunte negli ultimi mesi a “Parole O_Stili” (evento che si è tenuto il17-18 febbraio,Trieste), poi riformulate in 23 princìpi di stile e sottoposte a votazione online sul sito dell’organizzazione. I primi 6 sono stati scelti direttamente dalla Rete, che ha espresso oltre 17mila preferenze, mentre altrui 4 sono stati selezionati da 100 esperti che hanno collaborato con Parole O_Stili e sostenuto dall’inizio in progetto.

Si tratta ora di 10 regole definitive che ciascun navigatore deve sapersi dare per rendere internet un luogo migliore, senza odio.

Un Manifesto della comunicazione non ostile, carta che raccoglie 10 principi per ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete: è questa l’ultima iniziativa di Parole O_Stili, la prima community in Italia contro la violenza nelle parole, che ha raggiunto oltre 7 milioni di persone su Facebook e 5,5 milioni su Twitter. La Carta è stata presentata dal testimonial della Community, Gianni Morandi, nel corso della prima kermesse contro l’hate speech svoltasi a Trieste lo scorso fine settimana.

Il network ha visto anche la partecipazione e il sostegno anche della presidente della Camera Laura Boldrini, del giornalista Enrico Mentana

Ecco i principali punti de “IL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE”:

Virtuale è reale. Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.

Si è ciò che si comunica. Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.

Le parole danno forma al pensiero. Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.

Prima di parlare bisogna ascoltare. Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.

Le parole sono un ponte. Scelgo le parole per comprendere farmi capire avvicinarmi agli altri.

Le parole hanno conseguenze. So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

Condividere è una responsabilità. Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.

Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare. Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.

Gli insulti non sono argomenti. Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.

Anche il silenzio comunica. Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

 

Giacomo Buoncompagni
Giacomo Buoncompagni
Buoncompagni Giacomo. Aspirante giornalista scientifico. Laureato e specializzato in comunicazione pubblica e scienze sociali -criminologiche. Collaboratore di Cattedra presso l'Università di Macerata. Presidente provinciale Aiart Macerata. E' autore di "Comunicazione criminologica" e "Analisi comunicazionale forense" (2017)

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