domenica, Aprile 13, 2025

Come la neuroplasticità influisce sulla creatività?

Per capire come la neuroplasticità influisce sulla , è necessario comprendere che il nostro cervello possiede la capacità di innovare. Come? Proprio perché la neuroplasticità ha una funzione fondamentale nella creatività, facilitando le connessioni tra le diverse aree del cervello. Prendiamo in considerazione alcuni studi che descrivono come migliorare la nostra creatività, attraverso nuove esperienze e  l’apprendimento.

La neuroplasticità

Per capire come la neuroplasticità influisce sulla creatività, è necessario comprendere che il nostro cervello possiede la capacità di innovare. Come? Proprio perché la neuroplasticità ha una funzione fondamentale nella creatività, facilitando le connessioni tra le diverse aree del cervello. 

Infatti, la neuroplasticità permette di apprendere continuamente nuove informazioni e abilità. Come pure comportamenti che derivano dagli stimoli provenienti dall’ambiente. Consente di originare la riserva cognitiva, cioè le attività che arricchiscono l’individuo che sono raccolte durante l’esistenza. 

Funzionamento della neuroplasticità

La neuroplasticità consente alle mappe neurosinaptiche di modellarsi. Infatti, è stata superata l’idea di immodificabilità dell’organizzazione del Sistema Nervoso.  Nel suo funzionamento, la plasticità dei neuroni è condizionata da numerosi fattori. Così è possibile l’acquisizione della memoria e dei processi di apprendimento. Come pure l’interazione con l’ambiente e l’arricchimento delle funzioni cognitive.

La creatività

La creatività è la soluzione dei problemi che si attua con rilevanza e innovazione. In particolare, la rilevanza è il grado con cui un problema viene effettivamente risolto. E la soluzione deve poter essere verificata. L’innovazione riguarda l’originalità che quella soluzione possiede. Sappiamo che il cervello è la sede della creatività. Quindi, che la creatività è il risultato tra il ‘nuovo’ e l’utile’.

Creatività come dote innata

Justin James Kennedy, 

professore di neuroscienze applicate e comportamento organizzativo, e Marlene González, esperta dello 

sviluppo della leadership, efficacia del team e coaching esecutivo, si sono interrogati sulla creatività e di come alcune persone hanno un talento naturale per generare idee geniali e soluzioni creative per i problemi. La risposta è costituita dalla capacità che ha il cervello di trasformarsi e adattarsi ovvero grazie alla neuroplasticità.

La scienza della neuroplasticità e della creatività

La correlazione tra la neuroplasticità e la creatività deriva dalla capacità del cervello di adattarsi e trasformarsi per rispondere a nuove esperienze, sfide e opportunità di apprendimento. Questa capacità permette la formazione di nuove connessioni neuronali e il rafforzamento di quelle esistenti. Come pure l’eliminazione di quelle che non sono necessarie.In tal modo, la neuroplasticità facilita la creazione di connessioni tra le diverse regioni del cervello il quale è impegnato nella cosiddetta ‘cognizione creativa’. Quest’ultima consiste nel collegare abilmente idee o concetti in un correlati, in modo da stimolare nuove prospettive.

Due studi

Uno studio dell’Università di Padova ha scoperto che gli individui che hanno una maggiore attitudine alla creatività hanno maggiori connessioni della materia bianca che collegano gli emisferi sinistro e destro del cervello.Ciò conferma che esiste una netta correlazione tra la neuroplasticità e la creatività. Così, la neuroplasticità diventa uno strumento per accrescere le capacità creative.
Un altro studio, condotto da Josef, si è soffermato sugli effetti dell’ossitocina negli individui che praticano danza. Emerge che i meccanismi che contribuiscono alla connessione interpersonale e alla coordinazione osservate nella danza, facilitano la 

creatività. 

Accrescere la creatività 

Per migliorare la creatività si può utilizzare la neuroplasticità. Si possono usare delle strategie. Ad esempio, attraverso nuove esperienze ed il cambiamento. Come pure praticando la meditazione e l’attività fisica. Infatti, la meditazione aumenta il volume della materia grigia all’interno della corteccia prefrontale, che governa i processi cognitivi e decisionali di livello superiore. E, migliorando il funzionamento dell’ippocampo, può portare ad una migliore conservazione della memoria. Anche l’attività fisica stimola la crescita di nuovi neuroni nell’ippocampo. E ancora, suonare uno strumento musicale, imparare una nuova lingua promuovono la creazione di nuove connessioni tra aree distinte del cervello.

Conclusione

Il cervello, attraverso la neuroplasticità, può imparare nuove strategie di apprendimento e trasformazione. E adattarsi a nuove sfide. Infatti, la neuroplasticità propone opportunità per sbloccare la dimensione della creatività nell’uomo. 

https://www.periodicodaily.com/plasticita-neuronale-e-psiche/

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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